consigli utili per diventare un home stager di successo

nuovo articolo pubblicato su idealista.it a cura dell’associazione italiana home stager.

con creatività, insistenza e una botta di fortuna è possibile fare dell’home staging una vera e propria professione di successo. i nostri amici dell’associazione italiana home stager ci fornisco, attraverso la testimonianza diretta di due colleghe, utili consigli per chi vuole intraprendere questa carriera o chi semplicemente vuole saperne qualcosa in più

vi abbiamo segnalato le due home stager di tpalab precedentemente, e visto che sara gilardelli e cristina farina stanno penetrando il mercato al nord dell’italia come un piccolo tsunami, abbiamo posto loro qualche domanda. di seguito l’intervista alle due home stager che, con lavori di qualità, consistenza, insistenza, e una botta di creatività, sono riuscite a mantenersi bilanciate sull’onda dell’home staging che sta attraversando il paese. la parola a tpalab.

1. com’è nata la vostra società, tpalab?
per caso! e con l’intento di occuparsi d’altro.
veniamo da esperienze variegate quanto differenti, poi una sera quasi per gioco ci troviamo a ragionare su un obiettivo comune: imbastire un percorso di trasformazione di territori, culture e persone. un percorso non certo semplice o immediato ma che ha già ben chiaro da dove partire: da case…chiuse, sprecate, dormienti!
cammin facendo scopriamo che un ingrediente di questo percorso aveva un nome, home staging, quindi qualcosa di riconosciuto e riconoscibile. e la scoperta prende il sopravvento, fagocita buona parte delle nostre energie, ma intanto continua a veicolare hostin(g)home, l’arte di preparare casa e proprietario ad accogliere per uno short let: il progetto che ci ha visto partire

2. voi due in quattro parole?
incontro vincente tra creatività e management

3. come avete preso il primo incarico di home staging?
per i capelli! conoscevamo il proprietario. spiegargli a parole il nostro servizio non fu semplice né efficace, ma ci fece fare. il successo del nostro lavoro fu però poi limpido nei suoi occhi.
pensare che dopo mesi di attesa sul mercato aveva appena ricevuto l’ennesimo timido accenno di proposta, sempre a parole. far trovare l’appartamento preparato in occasione della seconda visita gli portò conferma immediata e un mese in più di affitto riscosso!

4. come architetti, quali sono i benefici che vedete dallo staging?
innumerevoli!
adattabilità: applicabile in ogni contesto. leggerezza: libero da leggi e burocrazia. grande libertà di esprimere la propria creatività. assoluta personalizzazione: uno stile per ogni stager. grande visibilità. possibilità di esprimere ciò che senti essere il concetto di bellezza.
insomma, come in ogni nuova strada da tracciare: estrema libertà ma anche estrema responsabilità. che non è civile ma … individuale!

5. staging – un passo indietro per l’architetto in difficoltà o un ampliamento delle proprie competenze?

un passo avanti! un ottimo allenamento per l’architetto in cerca di un punto di vista “altro”: più leggero e dinamico. perfetto per l’architetto che vuole continuare la sua professione prendendo dall’home staging ciò che più gli torna utile per progetti low-cost o per i sempre più attuali interventi di relooking
per noi una professione che può avere una totale autonomia, una propria filosofia ed una propria modalità. un grande contributo alla rivitalizzazione di un settore da ri.inventare

6. ultimo lavoro, raccontateci come avete preso l’incarico, e in quanto tempo siete riuscite a trasformare l’immobile:
ci chiama il costruttore, che non conosce una parola di inglese, ma che ha capito dal racconto di un collega architetto che questa cosa dell’home staging poteva fare al caso suo: gli sembra meno impegnativa e vincolante dell’appartamento campione, vi intravede la marcia in più per vivacizzare le visite in cantiere rendendosi del resto conto che fin a quel momento non aveva ancora investito nulla in pubblicità.
così è stato: concordiamo un forfait per ultimare le finiture di cantiere e allestire una scenografia, senza un solo pezzo di vero arredo ma suggerendo con grande efficacia la potenzialità di ogni locale.
quanto ai tempi molto è stato perso tra la scelta dei materiali e la posa, ma questa è un’altra storia! l’intervento di staging in un cantiere, dove necessariamente parti da zero, è forse più semplice e rapido delle rivoluzioni nelle seconde case, magazzino di ciò che avanza dalle prime!

7. nuovi incarichi in serbo – come, dove, quando? raccontateci … 
ci stiamo preparando per un autunno che si prospetta ricco di impegni … ma del futuro parleremo appena diventerà presente

8. consigli per nuovi home stager?

prima di preoccuparsi di avere o meno un portfolio, un sito o un logo, cominciate riorganizzando tutti i materiali (interviste, appunti, articoli, libri) che hanno convinto voi a diventare home stager e trasformateli in un vero e proprio “condensato” che sappia spiegarsi da sé e conquistare chi ritenete possa essere a suo modo recettivo, cha sia un amico, l’agenzia immobiliare di quartiere o un’impresa di costruzioni. cominciate facendo conoscere l’home staging, prima ancora della vostra specifica professionalità, poi il resto verrà da sé
certo, per fare esperienza partite da voi, dal trasformare la vostra casa, quella al mare, quella dei vostri genitori, zii, amici ed il vostro book è fatto!
ci vorrà pazienza ma sicuramente state facendo conoscere il primo degli strumenti richiesti per innovare il mercato delle vendite immobiliari
e, se ancora avete dubbi e vi serve una consulenza: tpalab …hhhoppss…staged homes! 
per maggiori informazioni sull’home staging, su corsi di formazione e sui benefici riservati agli associati dell’associazione italiana home stager, staged homes, consultate il sito www.stagedhomes.it oppure scrivete ad info@stagedhomes.it. distinguiti con noi.