5 giugno 2012, Home Stager, uno stile di vita.

L’arte di sistemare un’abitazione perché colpisca il potenziale inquilino è nata negli States a metà degli anni Ottanta

Alessandra Dal Monte

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MILANO – L’occhio vuole la sua parte, soprattutto quando bisogna vendere o  affittare una casa. Lo sanno bene gli «home stager», i professionisti che valorizzano le proprietà immobiliari. L’arte di sistemare un’abitazione perché colpisca il potenziale inquilino è nata negli States a metà anni Ottanta. Da noi è arrivata un paio d’anni fa: all’inizio solo a Roma e a Milano, ora in molte altre città italiane. «I corsi fanno il tutto esaurito e a frequentarli sono soprattutto donne», spiega Amy Lentini, presidente della Associazione italiana home stager (www.stagedhomes.it). «In questi due anni c’è stato un boom di interesse per l’home staging: nel 2010 i partecipanti ai nostri corsi erano 160, nel 2011 sono stati 300 e da gennaio ad aprile di quest’anno già 100. In questi giorni, poi, stiamo tenendo nuove lezioni a Napoli e Bari, con una platea di 200 persone».

ASPIRANTI – Degli aspiranti home-stager, il 90% è donna: «Di solito hanno dai 30 anni in su: quattro su dieci sono casalinghe con figli grandi che vogliono cominciare una nuova vita professionale, le altre sono già architetti o interior designer che cercano di far fronte alla crisi della loro attività», racconta Lentini. Ma non mancano nemmeno le neolaureate  e le neodiplomate, spiega l’associazione Luoghi di Relazione, che organizza seminari e workshop di home staging in tutta Italia. Ma questa professione funziona come antidoto alla crisi? «Funzionerà nel giro di pochi anni: al momento in Italia siamo in una fase embrionale dell’home staging, pochi lo conoscono e pochi lo praticano a tempo pieno. Per ora è più indicata come attività part-time, ma il settore si sta evolvendo e a breve saper valorizzare una casa sarà una capacità molto richiesta», puntualizza Amy Lentini. Sempre più agenzie immobiliari e sempre più proprietari, infatti, stanno capendo l’importanza dell’home staging. Lo dimostra il fatto che i corsi sono frequentati anche da agenti immobiliari in cerca di home-stager con cui collaborare. D’altronde, una casa “staged” si vende e si affitta molto più in fretta: «Ci si mette fino all’80% del tempo in meno», assicura Lentini.

TUTTI I TRUCCHI – Colori chiari, pochi mobili ma ben collocati, luce e spazio. Sono questi i trucchi dell’home stager. Quanto costa il suo intervento? «Poco: l’obiettivo è valorizzare la casa con il minimo sforzo economico. La prima cosa che un home stager fa è un rapporto sullo stato dell’abitazione: questo costa tra i 150 e i 400 euro. Poi c’è l’intervento vero e proprio: di solito l’home stager chiede al proprietario di ritinteggiare le pareti e da lì inizia. Elimina i mobili superflui, che tolgono spazio. Poi ne cambia la disposizione, in modo da non oscurare le fonti di luce», continua Amy Lentini. Per questo è un lavoro che riesce molto bene alle donne: bisogna avere occhio e senso pratico e soprattutto essere empatiche. Cecilia, 47 anni, home-stager a Milano, conferma: «Io ho la fortuna di fare l’home stager a tempo pieno e di riuscire a viverci. È divertente e mette insieme tutte le mie passioni: arredamento, buon gusto e capacità relazionale».

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