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Pubblicato il 07 marzo 2013

Vender casa? I tempi sono lunghi. Ma gli ‘home stager’ aiutano a fare più in fretta. Arriva anche in Italia un mestiere nato negli Usa. Con poche regole, un po’ di creatività e costi modesti

Se non riuscite a vendere la vostra casa non prendetevela soltanto con la crisi. Potrebbe essere anche colpa della vostra collezione di soldatini che sa tanto di antico, del quadro con la foto scattata il giorno del matrimonio che evoca cattivi ricordi in chi ha appena divorziato, del serpente di peluche sul divano, poco gradito a chi odia i rettili, o del vostro amico gatto, mal tollerato da chi è allergico ai felini. Bazzecole? Niente affatto. Presentare una casa in ordine a un potenziale compratore potrebbe permettervi di piazzare l’immobile nel giro di 40 giorni, senza far sconti. Provare per credere. Così suggeriscono gli home stager: professionisti incaricati di rendere più gradevole e appetibile un appartamento in vista della vendita.

Fenomeno nato negli Stati Uniti e Gran Bretagna sul finire degli anni Settanta, oggi l’home staging sta prendendo piede in Italia, con due associazioni di settore: Staged Homes e Home staging Italia; tra i vari siti dedicati:

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www.stagedhomes.it, www.bolognahomestaging.it e www.homestagingtorino.it.

«L’home staging insegna a togliere ogni nostra emozione e imperfezione dalla casa,  per renderla un ambiente neutro e soprattutto vendibile o affittabile», spiega Amy Lentini, presidente di Staged Homes,associazione Italiana Home Stager con alle spalle una carriera di agente immobiliare a New York e oggi a capo di un network che vanta figure che hanno maturato esperienze all’estero. In concreto, l’home stager è colui che lavora affinché il compratore focalizzi l’attenzione sulle caratteristiche architettoniche (positive) dello stabile ed eviti di concentrarsi sui dettagli (negativi), magari di scarso conto ma decisivi per la sua scelta finale. Al venditore fornisce consigli su come risistemare al meglio l’abitazione, scatta delle buone foto da pubblicare e trova le parole giuste per sostenere l’incontro con il possibile acquirente. «Non eseguiamo ristrutturazioni, né operazioni di interior design», spiega Emanuela Ricciardi, home stager, vice direttore del Pratt, istituto d’architettura a Roma e responsabile di molti corsi di formazione per gli associati di Staged Homes: «Il nostro compito è semplicemente quello di valorizzare l’esistente, senza stravolgere spazi e forme e rimanendoattinenti a stile ed estetica del quartiere».L’home stager – che può essere presentato da un amico, proposto da un agente immobiliare o trovato e contattato su Internet – per prima cosa realizza un sopralluogo nella casa e scatta delle foto. «Io ne faccio due per ogni parete in ogni stanza», racconta Ricciardi. Poi torna in ufficio e redige un rapporto scritto, con immagini in Photoshop e 3d, con l’indicazione di tutti i suggerimenti. Il costo di questo primo passo può variare dai 150 ai 500 euro. Sarà poi il cliente a decidere se affidarsi all’home stager o optare sul fai da te, seguendo i consigli ricevuti. «Nel primo caso, si firma un contratto, riportando la data d’inizio dei lavori, la descrizione dell’intervento, la durata (che varia da tre

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giorni a due settimane) e naturalmente la tariffa praticata». Quindi si entra nel vivo: «Innanzitutto bisogna eliminare le cose di troppo: vecchi oggetti magari importanti per chi li possiede, ma non per chi acquista. L’habitat deve diventare privo dei ricordi di chi lo ha abitato. Ciò che più infastidisce e distrae il visitatore, oltre a polvere e sporcizia, sono le collezioni, i ritratti del proprietario e della sua famiglia, bambole e orsacchiotti, animali che devono essere allontanati al momento della visita. Per essere chiara, io dico sempre : vogliamo vendere la casa o il gatto? Possiamo occuparci anche dell’impacchettamento, farlo insieme al cliente, o quest’ultimo può svolgerlo da solo: spetta a lui stabilire cosa vuole nascondere. Anche questo passaggio sarà riportato nel contratto». Terminato l’imballaggio di souvenir e memorie, visto che tanto c’è un trasloco in vista, si procede agli interventi concordati: «In genere si tratta di togliere le macchie dai soffitti, ridipingere muri, sistemare le tapparelle rotte o il rubinetto che perde, mettere un nuova lampadina, sostituire i gradini sbeccati e trasformare in elementi decorativi i fili elettrici visibili».
«Lavori che non eseguiamo direttamente», puntualizza Emanuela Ricciardi. «Al cliente possiamo fornire artigiani che ruotano nel nostro network, oppure potrà provvedere da solo, o chiamare lui qualcuno. Poi si scattano le foto della casa sistemata per la vendita (sotto la guida dell’home stager, o da lui direttamente realizzate) da pubblicare sui siti delle agenzie o di compravendita tra privati. Infine si dispensa qualche piccolo trucco per essere convincenti al momento della visita da parte del compratore.

Il costo? «La mia tariffa è 50 euro all’ora», dice Ricciardi, «comprensiva della presenza fisica sul luogo. A Milano dicono che è bassa, ma per me che lavoro a Roma è in linea con il mercato». Alcuni home stager sono proposti dalle agenzie immobiliari, senza maggiorazione del prezzo, «del resto permettono all’agente di vendere di più e in fretta, quindi assicurano un guadagno». Secondo le ultime statistiche diffuse da Staged Homes, l’home staging permette una riduzione dei tempi di vendita di circa due terzi e una cessione dell’immobile entro un massimo di 40 giorni. «Ma soprattutto scoraggia il compratore, attratto dall’acquisto, dal chiedere una riduzione di prezzo eccessiva».

Una nuova professione

L’home staging si basa sul principio della prima impressione, che si concretizza nel giro di 15 secondi. Oltre che un aiuto per le vendite di immobili, questa pratica rappresenta la nascita di una nuova professione, o quanto meno un titolo di specializzazione. «Non occorre essere architetti», spiega Ricciardi: «Chi lo è ha di certo una marcia in più, ma non deve comportarsi, né chiedere parcelle, da interior designer. Finora la nostra associazione ha formato circa 400 figure del genere: persone più o meno giovani, dotate di senso del colore, dell’equilibrio, sensibilità e diplomazia per non offendere mai il cliente. Molti hanno iniziato guadagnando 15 euro all’ora e oggi sono dei professionisti quotati».

Sempre più agenzie immobiliari in Italia si servono di questi professionisti, assumendoli, dopo averli formati, o chiamandoli dall’esterno. «Negli Usa qualsiasi casa si vende tramite home staging», dichiara Amy Lentini. «Anche in Europa, dove i Paesi più avanzati nel settore sono Inghilterra, Francia e Spagna, presto sarà così. Basti solo pensare che in Svezia il costo dell’home staging è detraibile dalle tasse».

Quanto all’Italia, le regioni più sensibili al fenomeno sono Lombardia, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige. «Riceviamo molte richieste anche da Campania e Puglia», aggiunge Lentini. «Oggi il compratore è diventato esigente, a prescindere da età, sesso, reddito e istruzione, quindi per noi il lavoro, fortunatamente, non manca».

A spingere il successo italiano dell’home staging ha poi contribuito una popolare trasmissione di reality, in onda su Real Time tv: “Vendo casa disperatamente”, versione edulcorata nel genere di interventi eseguiti, dell’americana “Extreme makeover” e che offre a venditori in crisi la possibilità di abbellire la casa e cederla con estrema facilità. Chi scrive ha partecipato nel 2009 a questo programma. I conduttori: un architetto e un’esperta di stile, mi hanno innanzitutto fatto togliere le mie foto dalle pareti e un lupo di peluche, lungo e largo come un cane di media taglia, dal mio letto. Home staging puro, insomma. Hanno poi seguito tutti i lavori di rivestimento delle pareti e di creazione di una libreria in carton gesso per sostituire la vecchia Billy dell’Ikea. Risultato: oggi mi ritrovo una casa molto carina, se non altro originale. Peccato che non l’abbia venduta, perché era tutta una finzione: la compratrice che si è presentata da me era un attrice. E il lupo? L’ho rimesso sul letto.

Le regolette per il fai da te

  • Pulire bene la casa e rimuovere polvere e sporcizia.

  • Liberare i muri da foto e quadri.

  • Togliere cornici, ritratti dei famigliari, e ogni genere di soprammobile.Le collezioni sono sgradite.

  • Via le coperte e i plaid da poltrone e divani.

  • Sistemare la tapparella rotta, il rubinetto che perde e il lampadario che penzola.

  • Allontanare gatti e cani al momento della visita da parte del potenziale compratore